Street Art a Milano: due nuovi murales nel quartiere Nolo

Team Calderone News

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n Via Leoncavallo 19, Chekos Art ha riqualificato uno spazio di 350 mq

Robico e Chekos Art fondono passato e futuro in due nuovi murales nella capitale lombarda. Le opere di Street Art a Milano saranno visibili fino al 30 dicembre.

Street Art a Milano: Fineco ha messo a disposizione di Robico  uno spazio di 150 mq

Portare speranza per un futuro migliore

Riqualificare vecchi edifici o rendere più accoglienti e “colorati” quelli nuovi: ecco uno dei nuovi obiettivi della street art che nella capitale lombarda sta riscuotendo un grande successo. È il quartiere NoLo a trasformarsi nella grande tela bianca su cui gli artisti amano dare sfogo alla propria fantasia e raccontare storie.

Già, perché la Street Art dovrebbe fermare le persone e spingerle a riflettere, magari scambiando opinioni e impressioni anche con qualche passante. Questa l’idea di Robico e Chekos Art, i due artisti che dal 21 al 27 giugno hanno realizzato due nuovi art wall nel quartiere meneghino.

Con la Street Art a Milano, in Via Leoncavallo 19, Chekos Art ha riqualificato uno spazio di 350 mq, mentre in Via Padova/Via D’Aviano sempre Fineco ha messo a disposizione di Robico uno spazio di 150 mq. Le due opere, sebbene realizzate da due diversi artisti, sono unite da un unico filo conduttore e creano un originale mix tra passato e futuro.

Street Art a Milano: : in Via Padova/Via D’Aviano sempre Fineco ha messo a disposizione di Robico  uno spazio di 150 mq.

Ispirati ai temi di vecchiaia e giovinezza

ETERNISEA, l’opera di Robico, raffigura Maria e Nené, due donne anziane che ammirano il mare attraverso un visore. Mission Future invece rappresenta il sogno di una bambina che costruisce un razzo per mandare un oggetto nello spazio.
Passato che guarda al futuro per le due anziane e sorridenti signore, futuro che si spinge ancora più in alto per la bambina. Tecnologia al servizio del progresso e innovazione le tematiche presenti in entrambi.

Eppure, guardando con attenzione e riflettendo senza sapere le idee che i due artisti vogliono comunicare, quello che traspare è altro. La prima domanda che ci si potrebbe porre è perché due anziane debbano usare un visore. La realtà che hanno davanti non è sufficientemente bella? Forse troppo diversa dai “bei tempi” che amano spesso ricordare?

E la bambina perché deve guardare più in alto, allontanare i propri sogni dalla Terra? Forse è già consapevole dei problemi e del difficile futuro che la aspetta.

Le due opere di Street Art a Milano hanno sicuramente arricchito il paesaggio urbano, tuttavia uno sguardo più attento potrebbe rivelare un futuro meno roseo di quello che gli artisti vogliono farci immaginare. Chissà…

Beatrice Piselli | Calderone.news

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