19ma Edizione del Milano Flamenco Festival: Hilos

Giunto alla sua diciannovesima edizione, il Milano Flamenco Festival torna sul palco del Piccolo Teatro Strehler dal 15 al 19 giugno 2026. A partire dal 3 giugno, la città si trasformerà in un palcoscenico aperto con attività complementari sociali, inclusive e divulgative in diversi spazi urbani.

L’edizione di quest’anno mette al centro la figura di Federico García Lorca e il suo profondo legame con il flamenco, nel 90° anniversario della sua morte. Tre artisti di primo piano: Úrsula López, Manuel Liñán e José Maya, portano in scena, in prima nazionale, tre mondi diversi che si illuminano reciprocamente, riflettendo il mondo del grande artista granadino: visceralmente flamenco, poetico, visionario, sociale, politico e identitario. Le loro creazioni condividono la capacità di rinascere, di ridisegnare i confini dell’identità e di interrogare la tradizione, aprendola al presente. Proiezioni, incontri con gli artisti, performance diffuse completeranno il programma del Festival. Il programma completo sul sito www.puntoflamenco.it

Gli spettacoli al Piccolo:15 giugno ore 20.30, COMEDIA SIN TÍTULO – Compagnia ÚRSULA LÓPEZ (già direttrice de Balle Flamenco de Andalusia) – Prima Nazionale
Lorca risorge nel corpo del flamenco, Úrsula López restituisce vita a un’opera incompiuta di Federico García Lorca. Nel 90° anniversario della morte dell’artista, un viaggio nella memoria flamenca di Lorca, 13 artisti in scena, in coreografie che hanno segnato la storia.

17 giugno ore 20.30: BAILAOR@ – Compagnia MANUEL LÍÑAN (Premio Nacional de Danza 2017) Prima Nazionale
La libertà del corpo oltre il genere: Manuel Liñán esplora le categorie del maschile e del femminile nel flamenco, trasformando la figura del bailaor in un territorio fluido, vibrante, giocoso e rivoluzionario in cui i costumi scenici, disegnati da Ernesto Artillo, sostengono la drammaturgia.

19 giugno ore 20.30: LEJANO – Compagnia JOSÉ MAYA 9 pax Prima Nazionale
Un viaggio poetico attraverso la memoria. In questo spettacolo ci sono le radici e la potenza del cante flamenco. José Maya si presenta come un viaggiatore tra passato e futuro, trasformando il canto e la danza in strumenti di denuncia, verità ed emozione profonda. Lo spettacolo esplora la memoria, unica custode dell’identità, e ci invita a guardare dentro quei silenzi che resistono perché ricordano. Una celebrazione della vita, un atto di gratitudine e un’immersione nei paesaggi interiori che ci definiscono.

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