Giornata mondiale dell’acqua: tutta la verità sui consumi

Team Calderone News

Redazione che si occupa della maggior parte degli articoli della testata. Appassionati della realtà Milanese, presenti su tutta la Lombardia

Il fabbisogno idrico negli ultimi 100 anni è cresciuto di oltre sei volte. Ma dove finisce tutta questa acqua? Davvero pensate di cambiare il mondo chiudendo il rubinetto mentre vi insaponate sotto la doccia? Le celebrazioni della giornata mondiale non lo dicono.

Le celebrazioni della giornata mondiale dell’acqua non dicono tutto

Dal 1992 a oggi, ogni 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite e ogni anno incentrata su temi diversi. Il filo conduttore, come è facile intuire, è l’importanza e il ruolo che l’acqua ha per la vita sulla terra.

Ora, anche se avete frequentato solo le scuole elementari, avrete sentito dire più e più volte frasi fatte sulla scia “l’acqua è vita” e va benissimo, nessuno ha nulla da obiettare in merito. Bisognerebbe però riflettere su come in realtà l’acqua viene utilizzata quotidianamente, uscendo un po’ dal nostro piccolo ambiente domestico e ampliando gli orizzonti: davvero pensate di cambiare il mondo chiudendo l’acqua mentre vi insaponate sotto la doccia?

Come l’acqua viene utilizzata a livello mondiale

Ogni individuo, indipendentemente da cosa fa, ha una sua impronta idrica, calcolata in base a quello che mangia, a come si sposta, a cosa indossa e a quali prodotti acquista. L’acqua infatti non è solo quella che entra nelle nostre case attraverso l’acquedotto (consumo diretto), ma anche quella che viene utilizzata per produrre beni e servizi (consumo indiretto).

Pensate ad esempio che il 70% dell’acqua disponibile viene utilizzata nell’agricoltura, il 20% nell’industria e solo il restante 10% è per uso domestico. Incredibile vero? Già a un primo sguardo questi dati ci permettono di vedere le cose con un occhio diverso, forse più consapevole. Ma occorre scendere ancor più nel dettaglio per avere una visione di insieme più completa.

Difatti, se siete tra coloro che pensano che l’acqua utilizzata in agricoltura sia “ben spesa” perché utile per la nostra alimentazione, ancora una volta si rischia di cadere in errore.

70% dell’acqua disponibile viene utilizzata nell’agricoltura

15.000 litri di acqua per produrre un kg di carne bovina

Solo in Europa, il 70% dei terreni agricoli è destinato alla produzione di mangimi per animali, di conseguenza, anche il 70% dell’acqua utilizzata va a finire nella categoria dei consumi indiretti, in questo caso relativi all’alimentazione. Dovete pensare infatti che produrre un chilogrammo di carne bovina richiede ben 15.000 litri di acqua, un chilogrammo di formaggio ben 5.000 (valore all’incirca simile a quello della carne suina), mentre si scende ai circa 300 litri per chilo nel caso dei vegetali e ai poco meno di mille per la frutta.

Lo stesso discorso potrebbe essere fatto prendendo in considerazione indumenti e prodotti tecnologici. Per un paio di stivali in pelle occorrono 14.000 litri di acqua, per una maglietta 3.900, per uno smartphone 13.000 litri e via dicendo.

15.000 litri di acqua per produrre un kg di carne bovina

Un invito a riflettere

Tutto questo non vuole certo trasmettere il messaggio che l’acqua possa essere sprecata “perché tanto non siamo noi a fare la differenza”, ma vuole essere solo un invito a riflettere sempre, a porsi domande e trovare risposte che escono da quelle propinate dai mass media.

C’è quindi un’emergenza idrica destinata a colpire un numero sempre crescente di persone? Assolutamente sì, ma non dovete farvene una colpa ogni volta che fate la doccia. Piuttosto migliorate altri aspetti della vostra vita quotidiana il cui impatto vi abbiamo dimostrato essere decisamente superiore.

Beatrice Piselli | Calderone.news

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