Codice della Strada 2020: a Milano Autovelox sotto casa e bici contromano

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Codice della Strada 2020: a Milano Autovelox “sotto casa” e bici contromano

Arrivano gli autovelox in città e Zone 30. Secondo il nuovo Codice della strada i netturbini potranno sanzionare i veicoli in divieto di sosta e le bici avranno la precedenza sulle auto. Molto “eco friendly” il Decreto Semplificazione” nella conversione in legge.

Codice della Strada 2020: a Milano Autovelox “sotto casa” e bici contromano

Auto penalizzate

Sembra che i nostri legislatori vogliano fare di tutto pur di penalizzare l’utilizzo dell’auto, che rimane uno straordinario strumento di libertà di movimento che spesso e volentieri viene “preso di mira”. Analizzando il testo del disegno di legge di conversione del “decreto semplificazione” approvato in Senato, infatti, emergono nuove modifiche al Codice della Strada.

Dopo la ”casa avanzata” che permette alle due ruote di partire e svoltare prima delle auto in alcuni semafori, arriva la “strada urbana ciclabile”, dove le bici avranno la precedenza sulle auto. Il Comune di Milano ha in progetto di realizzare nei controviali delle Zone a 30 chilometri all’ora per gli automobilisti. Su quelle strade locali e di quartiere ci saranno certamente autovelox che oggi sono previsti solo per le strade a scorrimento. Autovelox fissi (e quindi non presidiati dalle forze di Polizia) saranno sotto controllo anche sulle strade di urbane. Controlli che fino a oggi erano proibiti.

Poi il “doppio senso ciclabile”, con la possibilità di pedalare lungo una corsia tratteggiata sulla sinistra delle vie a senso unico per le macchine. Nel nuovo Codice della strada è prevista anche la “convivenza” con i bus in alcune preferenziali larghe almeno 4,3 metri. «A Milano potremmo utilizzarla per contribuire a completare la ciclabilità della cerchia della 90-91 nel tratto di viale Serra e viale Monte Ceneri tra il ponte della Ghisolfa e piazzale Lotto», sottolinea Granelli.

Tutti si mettono a fare i vigili

Inoltre gli ausiliari del traffico avranno maggiori poteri di sanzionamento per ciò che riguarda i divieti di sosta. Inoltre le multe potranno essere comminate anche dai netturbini. In questo caso, secondo il nuovo Codice della strada, i dipendenti comunali con specifica autorizzazione potranno elevare sanzioni per le soste davanti ai cassonetti dei rifiuti, oppure ai veicoli che impediscono il lavaggio della strada. Ma questo, in alcune città avveniva già.
Tanto per complicare le cose, saranno introdotte le “zone scolastiche”. Zone in cui sarà vietata in determinati orari la circolazione, la sosta o la fermata di qualsiasi veicolo. Faranno eccezione gli scuolabus e i titolari di contrassegno per disabili.

Difficile pensare che i netturbini “si mettano a fare i vigili”. Piuttosto sarebbe meglio se il Governo incentivasse quei comuni che vogliono investire nell’assunzione di nuovi agenti della Polizia Locale.

Bici contromano? Sarà consentito

C’era da aspettarsi che il nuovo Codice della Strada facilitasse in particolar modo i ciclisti, considerati gli incentivi che sono stati erogati di recente per promuovere la mobilita “eco friendly”.

In pratica, nell’ambito della cosiddetta “mobilità dolce”, termine di un’ironia involontaria, verranno introdotte le “strade urbane ciclabili” ad una sola carreggiata. In quelle strade le biciclette avranno priorità assoluta e gli automobilisti dovranno rispettare il limite di velocità di 30 km/h.

Forse verrà creato un cartello ad hoc, probabilmente con una bici davanti a un’auto. Ma il Comune di Milano è pronto a lanciare questa tipologia di strada nei controviali già diventati Zone 30. Come Zara- Testi, Certosa, Famagosta- Cermenate, Romagna- Campania- Mugello- Molise, Palmanova e (presto) Sempione. Con il consenso dei territori, potrebbe essere usata anche in alcune vie strette di borghi storici. Ad esempio Fratelli Zoia a Quarto Cagnino, Caldera a Quinto Romano, Morelli a Figino e San Bernardo a Chiaravalle.

Il “doppio senso ciclabile” sembra un eufemismo. Un modo elegante per dire come si voglia legalizzare un mal costume come quello delle biciclette in contromano. Questo indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. Naturalmente nelle zone con limite pari o inferiore a 30 km/h. Come se cambiasse qualcosa.

In sostanza, ci sembra che più che per questioni di sicurezza questi provvedimenti siano stati studiati con il solo scopo di “fare cassa”. Speriamo sinceramente di essere smentiti dai fatti.

Calderone.News | Chiara Stella

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