La chitarra che fa suonare l’acqua: a Cernobbio il concerto di Andrea Vettoretti e il Duo Degas
A Cernobbio il Lago di Como non fa solo da sfondo: diventa parte del racconto musicale. Il 24 luglio 2026 il LakeComo International Music Festival, alla sua 21ª edizione, propone una giornata costruita su due concerti diversi per linguaggio e atmosfera ma uniti dalla stessa idea di ascolto.
Al mattino Andrea Vettoretti porta a Villa Bernasconi il progetto The Breath of Water, al pomeriggio il Duo Degas arriva a Villa Carlotta con Dances, un programma per pianoforte a quattro mani che attraversa Grieg, Tchaikovsky e Liszt. È una formula che funziona perché mette in dialogo due modi di intendere la musica: come immersione sensoriale, nel caso di Vettoretti, e come architettura virtuosistica condivisa, nel caso dei due pianisti.

Vettoretti e l’acqua come tema sonoro, non come semplice suggestione
Il progetto di Andrea Vettoretti non usa l’acqua come immagine decorativa. La tratta come materia viva, capace di generare ritmo, colore e memoria. The Breath of Water nasce infatti da un lavoro creativo durato tre anni e da una collaborazione con il Global Network of Water Museums, iniziativa riconosciuta nell’ambito UNESCO-IHP.
Nel progetto sono confluiti suoni d’acqua provenienti da oltre 20 Paesi, dalle sorgenti ai mari, dalle cascate ai fiumi, intrecciati con la chitarra e con l’elettronica dal vivo. La forza dell’operazione sta qui: non si limita a “imitare” l’acqua, ma la fa entrare nella scrittura musicale come presenza concreta.
Vettoretti è anche ambassador del Global Network of Water Museums e rappresentante musicale dell’Italia al G7 Ambiente, un dato che chiarisce bene la sua traiettoria artistica. La sua è una poetica che collega estetica e sostenibilità, senza trasformarsi in slogan.
Il rischio, in questi casi, è sempre quello di scivolare nel suono ambientale fine a sé stesso. Qui, invece, il paesaggio acustico è parte di una costruzione compositiva che mira a coinvolgere l’ascoltatore in modo diretto. La chitarra, in questo contesto, non accompagna: racconta.
Villa Bernasconi, il mattino e l’idea di un ascolto lento

Il concerto mattutino è previsto alle 11:00 a Villa Bernasconi, nel cuore di Cernobbio. La collocazione oraria non è un dettaglio secondario: nel linguaggio dei festival estivi, la mattina chiede un ascolto diverso, meno spettacolare e più concentrato.
Per Vettoretti è quasi la condizione ideale, perché il suo repertorio lavora sulle sfumature, sulle risonanze, sui passaggi tra silenzio e densità sonora. Il concerto si inserisce inoltre in una stagione che il festival ha costruito come rete di luoghi e pubblici diversi, mantenendo Cernobbio come uno dei centri più riconoscibili dell’intera programmazione.
La relazione tra musica e spazio, in questo caso, conta quanto il programma. Villa Bernasconi è un luogo che invita a una fruizione raccolta, quasi da camera, e questa dimensione si sposa bene con l’idea di acqua come elemento da ascoltare con attenzione, non da consumare in fretta.
È anche una scelta coerente con il progetto di Vettoretti, che insiste da tempo su un’immagine della musica come esperienza immersiva e consapevole. In altre parole, non un concerto “a tema”, ma un concerto che chiede al pubblico di cambiare il proprio modo di ascoltare.
Il pomeriggio del Duo Degas: precisione, virtuosismo e grandi trascrizioni
Alle 18:30, il testimone passa a Villa Carlotta con il Duo Degas, formato da Gala Chistiakova e Diego Benocci. Il duo nasce nel 2014, durante il periodo di perfezionamento all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, e negli anni ha costruito un repertorio ampio per pianoforte a quattro mani e per due pianoforti.
Questa formazione, spesso percepita come “da salotto” da chi la conosce superficialmente, è in realtà una delle più impegnative dal punto di vista tecnico: coordinazione, controllo del respiro, bilanciamento dinamico e perfetto sincronismo sono indispensabili.
Il programma di Dances conferma la vocazione del duo per le grandi trascrizioni. In scaletta ci sono le Danze Norvegesi di Grieg, pagine dal Peer Gynt, celebri episodi dai balletti di Tchaikovsky come Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci, fino alla Rapsodia ungherese n. 2 di Liszt. Sono titoli che, in versione originale, appartengono all’immaginario orchestrale più ampio; trasportarli su una tastiera condivisa significa ridurli all’essenziale senza impoverirli, anzi rendendo ancora più evidente la precisione dell’impasto ritmico e melodico.
Perché questo doppio appuntamento funziona
La forza della giornata sta nel contrasto. Vettoretti lavora sulla materia sonora dell’acqua e sulla sua capacità evocativa; il Duo Degas porta in scena un repertorio che vive di energia, danza e colori sinfonici condensati nel pianoforte. In mezzo c’è il Lago di Como, che non è solo un luogo turistico ma un contesto culturale capace di sostenere programmi sofisticati senza perdere accessibilità. È questa la chiave del festival: costruire appuntamenti leggibili anche da un pubblico ampio, ma musicalmente solidi e curati.
Il messaggio finale è semplice e forte: l’estate sul lago non si limita a offrire spettacolo, ma propone esperienze di ascolto con una precisa identità artistica. In una stagione affollata di eventi, la differenza la fanno proprio i dettagli: un progetto concepito intorno all’acqua come elemento vivo, un duo pianistico abituato a trasformare la trascrizione in racconto, due ville storiche che diventano parte integrante della partitura. È lì che il concerto smette di essere solo un appuntamento in agenda e diventa memoria del luogo.
