Stai Fermo Lì

Si è svolta il 9 aprile la presentazione del documentario “Las Leonas” e del film “Shene”, quest’ultimo in fase di produzione.
L’evento è iniziato con la proiezione del documentario della giornalista Clementina Speranza che era presente in sala. Il documentario si intitola STAI FERMO LÌ, come la canzone di Giusy Ferreri per cui Babak Monazzami, ha interpretato, durante il suo periodo milanese, un video musicale che è stato realizzato a Verona. Babak, nel documentario rievoca quella giornata a Verona e la presa di coscienza che finalmente da lì intravede la luce nella sua vita.
Monazzami è un naturopata e un poliedrico artista persiano. Era presente in sala e c’erano anche alcuni dei suoi dipinti che fanno anche da sfondo al documentario, quasi venissero fuori dalla pellicola lui e le sue tele.
Nasce a Khorram Abad, in Persia, capitale della natura nel Medio Oriente, dove hanno avuto origine le monete, la ruota, i giocattoli e la medicina persiana. Aveva tre anni quando assiste per la prima volta ai bombardamenti. Era il 1988 ed era in corso la guerra tra Iran e Iraq. Da lì la sua vita fu un continuo scappare, e non solo dalla guerra.

Il documentario diventa occasione di riflessione e di dialogo di sport e Diritti Umani.
Ha ottenuto diversi allori e riconoscimenti, tra questi il Premio per la Pace rilasciato dall’Ambasciata Svizzera in Italia, il Premio Cine Migrare 2024 (Via dei Corti – Festival Indipendente di Cinema Breve, X edizione) e il Premio USSI ESTATE 2025 (Unione Stampa Sportiva Italiana). Versione integrale durata 60,11msottotitoli inglese, francese e coreano
L’incontro è stato presentato dalla giornalista sportiva Federica Fossi che ha invitato sul palco Jafar Hassibi, medico e attivista e Elaheh Tavakoliyan, attivista ferita al volto durante una manifestazione in Iran e per questo ha perso l’occhio destro.

Monazzami nasce in Iran, nel 1985. Ripercorre la sua vita partendo dal ricordo della guerra tra Iran e Iraq. Aveva 3 anni durante i bombardamenti degli aerei iracheni, quando con la sua famiglia si rifugiò sulle montagne. Le stesse montagne che oggi non può più rivedere se non in sogno. La sua vita inizia scappando e rifugiandosi.
Babak vuole vivere come un giovane occidentale è l’Italia il Paese che sceglie.A Milano inizia la sua nuova vita, ed è finalmente felice e realizza anche un video musicale con la cantante italiana Giusy Ferreri. Ma anche da Milano sarà costretto ad allontanarsi.Babak prova sempre a rialzarsi, ma spesso i Diritti Umani sono violati, e lui “sta fermo lì”, bloccato e senza libertà. La sua testimonianza invita a non chiudere gli occhi davanti ai Diritti Umani violati.

Artista poliedrico, diverse le mostre che ha realizzato a Milano e numerosi sono i suoi dipinti che si avvicendano come scenografia e tra i racconti del documentario. Nella pellicola c’è anche un breve cenno al periodo in cui ha iniziato a vendere le sue tele.
Anche la copertina del documentario è stata disegnata da Babak: un dipinto rievoca un tappeto persiano con al centro i tratti a matita che delineano il suo volto. In rosso e verde su fondo bianco (i colori della bandiera Iraniana) alcuni versi di una poesia che parla di libertà.

Clementina Speranza è una giornalista. Ha collaborato per circa 10 anni con il Corriere Economia, con il Magazine e poi Sette (Gruppo RCS Corriere della Sera). Per 5 anni ha insegnato “Scrittura per il giornalismo” a Milano. Nel 2015 ha moderato il convegno intitolato Eco-Fashion e con la presenza del Ministro Elisabetta Gardini, Parlamentare Europeo.
Il 25 novembre 2023, in veste di regista, ha ricevuto il Premio per la Pace dell’Ambasciata Svizzera in Italia per il suo documentario con taglio giornalistico “Stai Fermo Lì” e nel novembre 2024 il Premio Cine Migrare. Dal 2024 è in giuria nel Premio letterario di Città di Castello.
È alla sua prima esperienza con un documentario e non ha mai trattato argomenti come cronaca e inchiesta.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi