Animali sepolti con i padroni: la Regione Lombardia approva la legge

È entrata in vigore la proposta della Regione Lombardia di seppellire cani e gatti accanto ai loro padroni. Il provvedimento è passato con i voti anche di parte dell’opposizione. Ma manca ancora una legge nazionale.

Si dice che gli animali sono i migliori amici dell’uomo. Dando per assodata questa massima, spunta ora una legge che consente a cani e gatti di cementare il legame con il loro padrone fino all’eternità.

La novità è contenuta nel progetto di legge della Regione Lombardia in materia di servizi necroscopici e funerari.

Il testo, approvato con 49 sì, 29 no e un astenuto dal Consiglio regionale del Pirellone, consente la sepoltura degli amici a quattro zampe assieme e vicino ai loro proprietari.

La Lombardia fa da apripista

Gli animali d’affezione, così recita il testo, “per volontà del defunto o su richiesta degli eredi, possono essere tumulati in teca separata, previa cremazione, nello stesso loculo del defunto o nella tomba di famiglia”.

La riforma regola poi molti aspetti del periodo dopo il decesso delle persone. Tra le materie incluse, figurano anche nuove norme in materia di gestione dei feti derivanti dalle interruzioni volontarie di gravidanza, medicina legale, polizia mortuaria e attività funebre.

Il nostro documento fa da apripista nazionale, mettendo ordine a una materia complessa – ha spiegato Simona Tironi, consigliere regionale di Forza Italia, relatrice del provvedimento – È il primo provvedimento normativo in Italia che consente la possibilità di tumulare anche gli animali di affezione insieme al defunto, andando così incontro alle esigenze e alle richieste pervenute da più parti”.

Una legge che mette d’accordo tutti (o quasi)

La legge, già in vigore, per una volta ha messo d’accordo praticamente tutti. A favore del progetto si è espresso infatti tutto il centrodestra e il Movimento 5 Stelle.

Contrario il Pd in quanto “rappresenta una complicazione nella gestione dei cimiteri – dice Carlo Borghetti, consigliere dem e vicepresidente della Regione -. I Comuni già sono in affanno per motivi di spazio, perché i servizi funebri stanno trasformandosi sempre più in business anziché in cura della memoria e perché non c’è stato alcun confronto con le confessioni religiose”.

Mentre anche a Brescia c’è chi si oppone a questa riforma. “Se qualche mio parrocchiano vuole farsi seppellire con il suo cane o il suo gatto, con tutto il rispetto per gli animali, si trovi un altro prete che lo porti al cimitero. Anche io ho una dignità”.

Così ha twittato Marco Mori, parroco nel quartiere di San Polo ed ex responsabile dell’ufficio oratori della diocesi di Brescia.

Un vuoto normativo cui porre rimedio

Insomma, si potrà stare insieme al proprio “fido” e “micio” per sempre e garantire loro una degna sepoltura dopo tanti anni di felice convivenza.

Per dovere di completezza, va precisato come attualmente non esiste una legge nazionale che disciplina la sepoltura degli animali da compagnia.

Fanno fede le linee guida del ministero della Salute, approvate nel 2013,  che consentono il sotterramento in terreni privati o cimiteri per animali. In ogni caso si deve tenere conto dei criteri fissati da ciascuna Regione o Provincia autonoma.

Ecco allora che la riforma approvata dalla Lombardia potrebbe presto fare proseliti in tutto il resto d’Italia, malgrado qualche puritano continui a storcere il naso.

Redazione Calderone.News – Andrea Sicuro

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