GP di Monza: le gare più belle

Domenica 8 settembre torna l’appuntamento con il GP d’Italia, a Monza. Alonso l’ultimo a imporsi per la Ferrari nel 2010. Vettel qui vinse la sua prima gara nel 2008. Riviviamo i momenti più significativi nella storia di questa corsa che continuerà a disputarsi all’autodromo fino al 2024.

Ribattezzata come la corsa di casa Ferrari, ma da dieci edizioni è diventata tabù. Tanto è passato dall’ultima vittoria del a Monza, nel GP d’Italia, quella di Fernando Alonso, nel 2010.

L’autodromo brianzolo copre gran parte della storia di questa corsa che in novanta edizioni (compresa quella che si disputerà domenica 8 settembre) soltanto cinque volte si è svolta altrove (Montichiari nel 1921, Livorno nel ’37, Milano nel ’47, Torino nel ’48 e a Imola nel ’80).

Il Gran premio non si disputò, nel ’29 e nel ’30, a seguito del terribile incidente che vide coinvolto Emilio Materassi nel 1928. Nel tentativo di sorpassare Giulio Foresti, la sua Talbot Daaracq 700 sbandò e urtò un muretto laterale piombando sugli spettatori alla velocità di 200 km/h. Nell’impatto morirono 22 persone e ne rimasero feriti più di 40.

La corsa riprese nel 1931. La Seconda guerra mondiale causò dunque una nuova interruzione dal 1939 al 1946. Andiamo allora a fare una breve carrellata dei GP più significativi.

Hamilton: un altro successo per entrare nella leggenda

A dettare legge nel GP d’Italia è la Ferrari, vincitrice in 18 occasioni. Alle sue spalle la McLaren con dieci successi e la Mercedes con sette.

Il sesto sigillo per le Frecce argentate potrebbe arrivare da Lewis Hamilton che, con un’altra vittoria, staccherebbe Michael Schumacher nella classifica dei piloti più vincenti all’autodromo. Entrambi comandano con cinque vittorie.

Volti noti e meno noti

Il primo pilota a trionfare all’autodromo fu Pietro Bordino, a bordo della Fiat, nel ’22. Mentre la prima edizione in assoluto del GP d’Italia fu vinta dal francese Jules Goux con la Ballot.

Tuttavia soltanto dal 1950 i Gran premi d’Italia sono validi per il Mondiale F1. In quell’anno a vincere fu un nostro connazionale, Nino Farina, sull’Alfa Romeo. A seguire la doppietta di Alberto Ascari, nel ’51 e nel ’52, prima della tripletta firmata dal cinque volte campione del mondo Juan Manuel Fangio (Maserati ’53, Mercedes Benz ’54 e ’55).

Dopo otto anni di digiuno, la Ferrari tornò a vincere a Monza con l’americano Phil Hill nel ’60 e ’61, prima che un altro Hill, l’inglese Graham, portasse la BRM al successo l’anno dopo.

Il figlio di quest’ultimo, Damon Hill, è riuscito nella stessa impresa del padre. Anzi, addirittura a fare meglio vincendo due volte con la sua Williams (1993 e 1994).

Nel novero dei piloti vincitori all’autodromo non poteva mancare nel 1984 l’indimenticato Niki Lauda, campione del mondo nello stesso anno con la McLaren.

Schumi rompe il digiuno Ferrari

Negli anni Settanta e Ottanta per la Ferrari due affermazioni di Clay Regazzoni nel ’70 e ’75, quelle di Jody Scheckter nel ’79 davanti al compagno di team Gilles Villeneuve (a fine anno il titolo iridato) e Gerhard Berger (1988).

Per tornare alla vittoria occorsero otto anni. Era il 1996 quando il neo arrivato Michael Schumacher interruppe il digiuno gettando le basi per il dominio della Rossa.

Nel nuovo millennio tre vittorie consecutive dal 2002 al 2004. Significativo il successo di Schumi nel 2006 quando, al termine della gara, annunciò il suo primo ritiro dalle corse.

Amarcord Vettel nella speranza di rompere il digiuno

Nelle ultime otto edizioni a spartirsi le vittorie sono stati Lewis Hamilton (cinque), Sebastian Vettel (due con la Red Bull) e Nico Rosberg (una).

Legato a Vettel c’è il dolce ricordo della prima vittoria, nel 2008, arrivata proprio a Monza con la Toro Rosso, ad appena 21 anni. Dal suo arrivo a Maranello, Monza ha riservato delusioni al Cavallino, talvolta impotente dinnanzi allo strapotere delle Mercedes.

La Rossa attende ora il riscatto e arriva all’impegno con il morale a mille, dopo la vittoria di Charles Leclerc in Belgio. Se per alcuni è soltanto una gara, una delle tante di un Mondiale lungo nove mesi, per il team di Maranello è “la” gara.

A Monza per altri cinque anni

Intanto è arrivata una bella notizia per i sostenitori Ferrari: il Gran Premio d’Italia resterà a Monza fino alla fine del 2024. L’annuncio ufficiale è stato dato in occasione della festa per i 90 anni trascorsi dalla fondazione il 4 settembre in piazza Duomo, a Milano.

Questo è quanto stabilito dall’intesa tra Chase Carey, Chairman e Ceo di Formula 1, e Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia.

Quest’ultimo ha dichiarato: “È come vincere un Gran Premio di Formula 1. Un Gran Premio, difficilissimo e importantissimo, combattuto fino alla linea del traguardo, che vale non solo uno ma ben cinque titoli!”.

Calderone.News Redazione – Andrea Sicuro

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