Piano cashless: incentivi per i pagamenti elettronici

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Soglie abbassate per l’uso dei contanti, “premi” in denaro per chi utilizza i pagamenti elettronici e lotterie degli scontrini. Maggiori spese bancarie. Questo è il piano cashless.

Piano cashless: l’iniziativa per incentivare i pagamenti elettronici

Già da qualche anno il cambiamento era nell’aria e ora, agli inizi del 2021, sembra che la forte spinta all’utilizzo dei pagamenti elettronici per gli acquisti stia prendendo sempre più forma. Il primo passo è stato limitare a 2.000 euro l’importo massimo per il pagamento in contanti (1 luglio 2021), poi c’è stato il super cashback di Natale, e ora tra lotterie degli scontrini, nuovi cashback e pagamento per il prelievo agli sportelli bancomat sembra di essere finiti in una lotteria a premi. Più spendi (con carte di credito, debito e app), più riprendi. Forse. Infatti nel piano cashless ci sono anche gli aspetti più nascosti.

Piano Italia Cashless: cos’è e come funziona

Il piano Cashless (letteralmente “meno contanti”) elaborato dal governo nasce per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici (carte di credito, bancomat e app) e conseguentemente scoraggiare l’utilizzo dei contanti.
Per farlo sono stati previsti dei rimborsi, i già citati cashback, che permettono di rientrare di una percentuale degli acquisti fatti. Detto così sembra tutto molto semplice, ma come sempre per poterne usufruire occorre essere ben informati e seguire tutte le procedure.

Innanzitutto per partecipare occorre essere in possesso dello SPID (Sistema pubblico di identità digitale), richiedibile gratuitamente sul sito www.spid.gov.it o di una Carta di Identità Elettronica (CIE) rilasciata dal proprio comune.
Bisogna poi scaricare sul proprio smarphone l’App IO, registrarsi e collegare le proprie carte di credito. Infine è necessario fornire il proprio codice fiscale e un IBAN su cui effettuare il rimborso.

Tante operazioni, minima spesa

Entriamo nel dettaglio delle operazioni che permettono di usufruire di questo cashback: devono essere minimo 50 nell’arco di 6 mesi. Nel computo finale non rientrano i pagamenti digitali fatti online ma solo quelli in negozi fisici.

Il rimborso del 10% viene rilasciato su una spesa massima di 1.500 per un totale quindi di massimo 150 euro; sempre 150 euro è il limite massimo di spesa per operazione. Questo significa che su uno scontrino da 500 euro, solo su 150 verrà calcolato il rimborso, per favorire le piccole spese ed evitare “grandi acquisiti”.

È previsto poi un premio, il super cashback. Un premio di 1500 euro euro ai primi 100mila consumatori che avranno fatto il maggior numero di acquisti con strumenti tracciabili nell’arco di sei mesi.

I lati negativi

La guerra al contante, che fa dell’Italia una delle 30 peggiori economie al mondo per incidenza del contante su Pil nel Cash Intensity Index, avverrà anche attraverso gli sportelli Bancomat. Ad esempio dal 2021 saranno sostituiti tutti i tesserini Bancomat che possono essere utilizzati per i pagamenti online. E invece di essere gratuiti, come è sempre stato, costeranno 1,50 euro al mese. Inoltre saranno addebitate delle commissioni per i prelievi di denaro contante anche se il prelievo avviene nella propria banca.

Anche i rimborsi non sono certi

Leggendo attentamente il decreto si scopre che i rimborsi potrebbero essere ridotti qualora tutte queste iniziative nate per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici non concorressero alla riduzione dell’evasione fiscale.
Insomma, volenti o meno, in futuro ci troveremo a maneggiare sempre meno contanti. Solo il tempo rivelerà quanto queste decisioni possono essere considerate sagge.

Beatrice Piselli | La redazione

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